INTERVISTA A PASQUALE CAPPA

10610505_1464428130487813_8947990737345784997_nhttp://www.basilicatagol.it/2015/03/26/pasquale-cappa-maratoneta-a-47-anni-e-possibile-001867/

C’è chi dice che maratoneti si nasce e non si diventa! La passione per la corsa, quella lunga ed estenuante che ti prende le gambe e ti spinge oltre i limiti della più comune ragione, è per molti un istinto innato.

Un dono divino ricevuto nel grembo materno e che al primo sospiro vitale deve trovare sfogo e concretizzazione. Sarebbe impossibile lasciare assopita questa indole che pervade le membra e vibra l’anima.

Si sa però che le eccezioni sono parte di questo mondo e che diventare podisti e maratoneti a 47 anni, per quanto assurdo possa essere, è una realtà. Pasquale Cappa, amante dello sport, tra i suoi tanti praticati, calcio, ciclismo, ce n’era uno che non aveva mai considerato appieno, o quantomeno non lo credeva possibile da svolgere per se stesso.

Quella disciplina era la corsa. Faticosa, logorante, si dilettava nel guardarla da una prospettiva diversa, da spettatore non troppo interessato. A lui piaceva correre sì, ma con la sua bicicletta, fedele compagna.

Per questo se ne stava lì, stupito nel vedere quanta tenacia ci volesse per correre tanti chilometri solo contro tutti. Non avrebbe mai sospettato che lentamente quella passione si stessa insinuando anche in lui e che presto avrebbe avuto il sopravvento. Prende così inizio la storia di Pasquale Cappa, podista e cassiere della Bramea Vultur Runners, reduce di tante gare e maratone, fra qui l’ultima di Roma, conclusa con l’ottimo tempo di 3:28:37.

Com’è nata la sua passione per la corsa?

Io dico sempre per caso. Il mio nuovo direttore d’azienda, 6 anni fa, quando avevo 47 anni, ha voluto creare gruppi sportivi perché ci voleva tutti in forma e dinamici, e per me, vista la mia età, ha pensato alla corsa podistica. Ricordo che per la prima gara fui avvisato solo dieci giorni prima, ero impreparato e mi iniziai ad allenare con le scarpette da calcetto perché non credevo che questa cosa avrebbe avuto futuro. Ora a distanza di anni sto attento a tutto, indumenti, scarpe che sono fondamentali per una gara.

Perché questo amore per la corsa?

Correndo ho conosciuto tantissima gente e stretto molte amicizie. Quello che mi piace di più di questo sport è che in gara non esiste divario sociale, siamo tutti uguali. Il podismo poi ti insegna a metterti alla prova e superare i tuoi limiti. La mia vita da quando corro è cambiata, noi della BrameaVulturRunners siamo un gruppo molto compatto, usciamo insieme e organizziamo viaggi. Come si è preparato per questa maratona di Roma 2015? Ho deciso con i miei compagni di partecipare solo un mese prima perché comunque era la mia quinta maratona ed ero molto allenato. Per prepararmi alla gara ho percorso circa 100 Km settimanali e seguito una dieta di carboidrati quotidiana. Per me che lavoro con i turni è molto difficile trovare il tempo per allenarmi.

Perché ha deciso di partecipare a questa di Roma? E come l’ha svolta?

Quella di Roma per me è la maratona regina. Lo scenario mozzafiato e le bellezze architettoniche ti spingono ad andare avanti per veder cosa ancora la città ti riserverà. Si tratta di uno “spogliatoio a cielo aperto” con 15000 persone scalpitanti, ma io l’ho vissuta con tranquillità. Quella di quest’anno però è stata una maratona molto pesante e complicata per la pioggia battente e il freddo. Gli ultimi due chilometri poi sono stati infernali per me a causa di un dolore lancinante sotto il piede. Nonostante ciò ho migliorato il mio tempo mosso anche dal calore del pubblico che mi incitava.

Cosa si porta dietro questa esperienza?

Tanti bei ricordi. La visione della cupola di San Pietro a pochi chilometri dalla fine della gara. La sensazione di sentirmi immerso in uno stadio immenso con la folla scalpitante. L’emozione di vedere il podista Calcaterra specializzato nelle supermaratone,che ha corso la gara due volte per arrivare insieme all’ultimo classificato e per spronarlo. E poi mi porto dietro le risate e la cena fatta con i miei amici per festeggiare la fine della gara.

Ha mai pensato di smettere?

No mai! L’anno scorso per problemi di salute ho rischiato di dover appendere le scarpette al chiodo e l’ho vissuta malissimo. Per fortuna tutto è andato per il meglio.

Progetti per il futuro?

Il 12 Aprile parteciperò alla 21 km di Agropoli e poi chissà, si spera la maratona di New York. Con la Bramea Vultur Runners ci stiamo preparando anche nell’organizzazione della prossima “Corrinsieme” di Melfi che da diversi anni sta avendo un grande successo

 SCRITTO DA MARIAGRAZIA ALBIS

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